Il generale dell’Aeronautica Spuri al Di Vittorio

Oggi la sede centrale dell’I.S.I.S. “Di Vittorio” è stata onorata di ospitare il generale aeronautico, Augusto Spuri, esperto in meteorologia, già direttore del Reparto Sperimentazioni di Meteorologia Aeronautica di Vigna di Valle, ed impegnato nello studio della climatologia, dell’inquinamento atmosferico, delle previsioni meteorologiche nonché della sperimentazione di nuove strumentazioni e metodologie di misura. Il piccolo seminario tenuto dal generale è stato esauriente ed accessibile anche ai ragazzi non addetti ai lavori. I professori hanno riscontrato molto interesse da parte degli alunni e un’attenta partecipazione che si è concretizzata in diverse domande. Il corso di stamattina non poteva che aprirsi da una definizione di meteorologia, come ramo della geofisica che studia i fenomeni e i processi che si verificano nell’atmosfera nonché le cause che li determinano. Altra premessa basilare è che tempo e clima non sono sinonimi: s’intende per tempo la situazione meteorologica determinata in un certo periodo e in un certo luogo. Per clima, invece s’intende la media del tempo in un certo lasso di anni (20/30 anni). Il corso – seminario del generale è stato affascinante perché ha toccato i più svariati ambiti della meteorologia. Ha richiamato ai ragazzi la struttura dell’atmosfera aggiungendo, tuttavia, concetti nuovi. Grande importanza è stata data al rapporto tra mare e clima. Il nostro mare mitiga notevolmente la temperatura anche d’inverno perché è un mare caldo. I ragazzi, vivendo sul litorale, hanno capito immediatamente. E il riscaldamento globale? Il generale Spuri ha affrontato anche questo tema, essendo in molti, specialisti e non, ad usare tale espressione. I ragazzi hanno imparato come il metano, il biossido di carbonio, il vapore acqueo contribuiscano alla formazione dell’effetto serra. Tuttavia, esistono alcuni serbatoi di CO2 (sedimenti fossili, trattamento ed immagazzinamento degli escrementi degli animali, materiali di scarto di origine agricola, rifiuti solidi urbani). L’anidride carbonica o biossido di carbonio è un gas altamente inquinante che concorre alla formazione dell’effetto serra. Le foreste, con la fotosintesi, potrebbero rallentare la presenza di eccessivo biossido di carbonio nell’atmosfera ma… quanto vengono rispettate? Abbiamo un esempio lampante nella foresta Amazzonica che, negli ultimi anni, è stata ridotta notevolmente. Quali sono allora le cause naturali delle variazioni climatiche? Il generale ha spiegato che si deve tener conto di diversi fattori come la variazione dell’attività del sole, le eruzioni vulcaniche e le meteoriti. Interessante l’illustrazione delle cause antropiche, facendo un’excursus attraverso i secoli. Niente poteva essere più illuminante per dei ragazzi che hanno appena studiato la prima e la seconda rivoluzione industriale. Dopo un’illustrazione sull’aumento delle temperature sulla Terra, nell’atmosfera e sui mari, si è  soffermato sulle maree sempre più frequenti, il generale si è ha  parlato poi  degli accordi Internazionali, quello siglato nel Protocollo di Kyoto, in verità piuttosto fragile e poco impegnato e quello scaturito dalla Conferenza di Parigi del 2015. Quest’ultimo pone dei vincoli universalmente validi: l’aumento della temperatura media deve essere ben al di sotto dei 2°; devono essere ridotti i gas serra prodotti dalle attività umane; si devono fare delle verifiche ogni 5 anni; si sostengono i P.V.S. con una Green Climate Fund. Infine il generale Spuri ha affrontato un tema di grande attualità e particolarmente caro ai docenti e agli alunni. Che fare? Allarmarsi o sottovalutare il problema dei cambiamenti climatici? Un vero dilemma. L’allarmismo è il modo più semplice per porre all’attenzione di tutti, gente comune e Stati, le problematiche inerenti i cambiamenti climatici. Tuttavia l’allarmismo non porta a niente e non è né un metodo né un atteggiamento scientifico. D’altra parte non è giusto neanche sottovalutare, Cosa possiamo fare? Poiché una delle cause del riscaldamento globale è quella antropica tutti noi dovremmo cambiare abitudini. Un esempio? Utilizzare l’automobile in maniera equilibrata, ridurre i consumi, puntare sull’utilizzo delle energie rinnovabili. Questa disamina dei cambiamenti climatici ha coinvolto gli alunni che hanno riflettuto su nozioni già apprese e si sono interrogati sul loro stile di vita. Un linguaggio chiaro e piano nell’espressione di concetti scientifici ha potuto fugare i dubbi o le notizie riportate su social o in altri siti senza alcun fondamento scientifico. Grazie generale Spuri!

 

 


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