IL PROF. MARIANO MALAVOLTA ALL’ISTITUTO ‘DI VITTORIO’ PER IL ‘GIORNO DEL RICORDO’

E’ stato istituito nel 2004 allo scopo di «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale»: è il Giorno del Ricordo, che si celebra ogni anno il 10 febbraio, nello stesso giorno in cui, nel 1947, furono firmati i Trattati di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia. Anche l’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’ ha voluto celebrare il Giorno del Ricordo, grazie all’iniziativa promossa dalla Prof.ssa Sara Leonardi, Docente di Diritto dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli e della Prof.ssa Antonella Mancaniello. Lunedì 10 febbraio, nell’Aula Magna di via De Begnac, si è svolto il convegno che ha visto come relatore il Prof. Mariano Malavolta, Docente di Storia Romana dell’Università ‘Tor Vergata’ di Roma. A introdurre i lavori, con una descrizione del contesto storico di riferimento, è stata la Prof.ssa Lucia Denise Marcone, Docente di Lettere dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli. In rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Ladispoli, c’era l’Assessore al Commercio e alle Attività Produttive Francesca Lazzeri, che ha sottolineato la complessità della storia del Novecento, ribadendo l’importanza di ricordare il tragico capitolo delle foibe, troppo a lungo negato e assente dai manuali scolastici e dai libri di storia.

«Riteniamo importante tenere viva la memoria di eventi drammatici che hanno caratterizzato alcune delle pagine più buie della nostra storia – ha affermato la Prof.ssa Leonardi – Abbiamo fatto lo stesso il 27 gennaio, in occasione della Giornata dedicata alle vittime della Shoah. Ringraziamo dunque il Prof. Malavolta per la sua presenza fra noi. Ascoltare la sua spiegazione è stato di fondamentale importanza per i nostri studenti, perché si tratta di eventi complessi, che richiedono un adeguato approfondimento e la conoscenza precisa non solo della storia, ma anche della ‘geografia della storia’. L’obiettivo, oggi come il 27 gennaio, è quello di educare le nuove generazioni al senso più profondo dell’appartenenza: essere una comunità nazionale significa anche e soprattutto conoscere la propria storia, anche nelle sue pagine più drammatiche, per costruire una solida memoria collettiva».

Prima dell’intervento del Prof. Malavolta è stato proiettato il documentario ‘Esodo. La memoria negata”, realizzato grazie all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e dal ‘Centro Studi Padre Flaminio Rocchi’. Il Prof. Mariano Malavolta, Docente di Storia Romana e membro della Società Dalmata di Storia Patria, commentando il documentario dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ha ricostruito la complessa vicenda storica delle terre istriane, fiumane e dalmate, dall’antica romanizzazione al dominio della Repubblica di Venezia. Di qui alla politica snazionalizzatrice e prevaricatrice della dittatura fascista e all’occupazione nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, fino ad arrivare al drammatico capitolo delle foibe e al Trattato di Parigi del 1947. «In genere, la memoria alimenta la storia – ha osservato il Prof. Malavolta, invitando gli studenti a una conoscenza oggettiva e imparziale degli eventi del passato – ma stavolta la memoria è stata ‘soffocata’». Al termine del seminario, è stato proposto agli studenti l’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che il 10 febbraio 2007, a 60 anni dal Trattato di Parigi, ricordò agli Italiani l’importanza di alimentare la memoria storica, per costruire un presente e un futuro condiviso. “Da un certo numero di anni a questa parte – ricordava Giorgio Napolitano – si sono intensificate le ricerche e le riflessioni degli storici sulle vicende cui è dedicato il “Giorno del Ricordo”: e si deve certamente farne tesoro per diffondere una memoria che ha già rischiato di esser cancellata, per trasmetterla alle generazioni più giovani, nello spirito della stessa legge del 2004… Quel che si può dire di certo è che si consumò – nel modo più evidente con la disumana ferocia delle foibe – una delle barbarie del secolo scorso. Perché nel Novecento – l’ho ricordato proprio qui in altra, storica e pesante ricorrenza (il “Giorno della Shoah”) – si intrecciarono in Europa cultura e barbarie. E non bisogna mai smarrire consapevolezza di ciò nel valorizzare i tratti più nobili della nostra tradizione storica e nel consolidare i lineamenti di civiltà, di pace, di libertà, di tolleranza, di solidarietà della nuova Europa che stiamo da oltre cinquant’anni costruendo”.

L’evento è stato realizzato grazie alla collaborazione del Lions Club Roma Augustus.


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