E’ stato Eugenio Guarducci a fondarla nel 1994. In brevissimo tempo, è diventata una delle manifestazioni gastronomiche più importanti e attese. E’ ‘Eurochocolate’, l’evento dedicato alla cultura del cioccolato, declinata in tutte le sue possibili forme. Giunta alla 26^ edizione, l’iniziativa, per la sua rilevanza nazionale e internazionale, gode del patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e della ‘International Cocoa Organization’.

A recarsi a Perugia, martedì 22 ottobre, sono stati anche gli allievi dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli accompagnati dai loro docenti Giovanna Albanese, Dina Cerroni, Michele Comito, Renato D’Aloia, Donatella Di Matteo, Filomena Luiso, Carmen Piccolo, Daniela Toscano, Mariagrazia Vasta e Tiziana Feliciani.

“Si tratta di un’occasione imperdibile per approfondire la conoscenza di uno fra i prodotti più diffusi e consumati al mondo. – ha affermato la Dirigente Scolastica dell’Alberghiero ‘Giuseppe Di Vittorio’ Prof.ssa Vincenza La Rosa – Nel nostro Istituto puntiamo da sempre al miglioramento dell’offerta formativa, attraverso il potenziamento dei rapporti con le realtà produttive di eccellenza del territorio”.

“Attacca bottone”: questo il claim di ‘Eurochocolate 2019’. A spiegare i motivi dello slogan, che ha portato le piazze di Perugia a riempirsi di bottoni di cioccolato, è lo stesso Eugenio Guarducci: “Sentiamo, in primis, il bisogno di cucire o ricucire dei rapporti in città. Rapporti che, per vari motivi, sono stati messi in secondo piano, facendo prevalere invece sia lo sforzo a consolidare le relazioni commerciali con i partner (grazie ai quali è stato – ed è tuttora possibile – garantire la sostenibilità economica dell’evento che, come noto, non gode di alcun finanziamento pubblico) sia a sviluppare le relazioni internazionali del ‘dopo Expo 2015’. Questo ora non è più sufficiente. Vogliamo quindi ricominciare ad “attaccare bottone” con il tessuto socio-economico della Città di Perugia, con le sue energie e i poli culturali, con il mondo della scuola, con le associazioni di categoria che nei primi anni di Eurochocolate avevano un ruolo importante nella fase progettuale dell’evento. Insomma, dobbiamo tornare a parlarci e a mettere da parte sterili incomprensioni o indifferenze, per privilegiare la reciproca capacità di ascolto. Questo sarà il nostro sincero impegno da oggi. Ma dovremo essere in grado – prosegue Eugenio Guarducci – di ‘attaccare bottone’ anche al di fuori del nostro contesto territoriale. La crescita passerà quindi, necessariamente, attraverso un irrinunciabile processo di internazionalizzazione della nostra industria creativa che ci auguriamo possa essere accompagnata anche dal coinvolgimento delle istituzioni locali. In questi bottoni colorati, dalle mille sfumature di cioccolato e non solo, sta il simbolo di questa nuova fase, di queste nuove sfide. Un bottone nasce per unire due lembi di tessuto. I nostri bottoni nascono per unire pensieri ed esperienze anche diverse”. 

Le origini della cioccolata sono lontane ed è difficile rintracciarle con certezza. I primi a prepararla furono gli Olmechi, circa 3500 anni fa. La tradizione fu poi tramandata ai Maya e agli Aztechi: la cioccolata può vantare una storia antichissima. L’albero di cacao era considerato sacro e la bevanda che ne derivava era riservata all’alta aristocrazia, ai guerrieri e ai sacerdoti. Introdotto in Spagna da Hernàn Cortéz, agli inizi del XVI secolo, il cioccolato si diffuse presto tra i nobili di tutta Europa. E, da allora, il suo cammino non si è più interrotto. Oggi, come ha dimostrato anche la giornata trascorsa a Perugia, nessuno saprebbe più farne a meno.

Appuntamento al prossimo anno.

 

 


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