Alberghiero: Educazione alla legalità

 

GLI STUDENTI DELL’ISTITUTO ALBERGHIERO DI LADISPOLI INCONTRANO L’ARMA DEI CARABINIERI

 

 

 

Promuovere la cultura della legalità, favorire l’educazione al senso civico,  insegnare il valore profondo del rispetto delle regole, diffondere i valori della cittadinanza attiva e della democrazia: questi gli obiettivi dell’incontro che si è svolto mercoledì 4 aprile presso l’Istituto Alberghiero di Ladispoli con l’Arma dei Carabinieri.

“Da sempre l’Istituto Professionale di via Federici è impegnato in un’estesa azione educativa di formazione e prevenzione sui temi della legalità, nella convinzione che la prima palestra della convivenza civile sia proprio lo spazio della comunità scolastica. – ha affermato la Prof.ssa Vincenza La Rosa, Dirigente scolastica del ‘Di Vittorio’ – Siamo persuasi che proprio partendo dalle nuove generazioni sia possibile costruire il futuro sulle basi di un solido sistema di diritti e di doveri”.

“La convivenza civile è frutto di una profonda e complessa riflessione culturale che deve indurre al rispetto dell’altro, alla ricerca del dialogo e, soprattutto, alla condivisione di regole imprescindibili. – ha aggiunto la Prof.ssa Rosa Torino,  Docente di Diritto dell’Alberghiero di Ladispoli e coordinatrice del Progetto – Attraverso questi incontri ci poniamo l’obiettivo di spingere gli allievi a vivere la modernità da protagonisti, come portatori attivi e consapevoli di valori positivi e di una solida cultura della legalità. Voglio ringraziare l’Arma dei Carabinieri per la sua collaborazione”.

 

Mercoledì 4 aprile, il Comandante Roberto Izzo e il Maresciallo Sara Venuti hanno illustrato agli studenti le diverse attività dei vari reparti dell’Arma, sia a livello di repressione dei fenomeni di macro e microcriminalità, sia a livello preventivo. I due relatori si sono soffermati quindi su temi quali il bullismo, la violenza di genere, il contrasto al consumo e alla diffusione di sostanze stupefacenti, i crimini informatici, le molteplici tipologie di devianza, i vari generi di comportamenti antisociali e illegali.

 

Corpo molto amato dai cittadini, i Carabinieri furono istituiti da Vittorio Emanuele I nel 1814 con il duplice scopo di tutelare la sicurezza pubblica e assicurare la difesa del Regno sabaudo. A primo Comandante dei Carabinieri fu designato il Generale di Armata Giuseppe Thaon di Revel di Sant’Andrea, che si avvalse della cooperazione del Colonnello Provana di Bussolino. Armati di carabina (da qui il nome), i Carabinieri erano capillarmente distribuiti sul territorio e fu proprio questo stretto contatto con la popolazione a decretare, nel tempo, il successo dell’Arma.

Nel Lazio, il Corpo dei Carabinieri arrivò nel 1870. Dalla sua istituzione ha attraversato e accompagnato tutti gli eventi storici del Paese: dal Risorgimento alle  due guerre mondiali, dalla lotta antimafia alle missioni internazionali di oggi.

Il comandante Izzo e il Maresciallo Sara Venuti, rivolgendosi agli studenti dell’Alberghiero, hanno insistito ripetutamente sulla necessità non solo di perseguire tenacemente valori quali la dignità, il rispetto delle regole e la legalità, ma anche di proteggerli e difenderli senza sosta, una volta acquisiti, svolgendo un ruolo attivo nella comunità. L’educazione alla legalità – hanno aggiunto – deve vedere impegnati sullo stesso fronte tutti i soggetti istituzionali. La sfida risiede nel veicolare la giusta nozione di ‘regola’: non l’imposizione odiosa di direttive provenienti dall’alto, ma lo strumento insostituibile di un patto sociale che assicura e tutela i diritti di ogni individuo”.

 

All’incontro del 4 aprile era presente anche la Dott.ssa Bruna Cimenti, Psicologa forense, Criminologa e Responsabile clinica della Cooperativa ‘Karibù’ di Ladispoli. La Dott.ssa Cimenti si è soffermata in modo particolare sul tema della violenza di genere, ricostruendo la storia dello Sportello Anti-violenza  ‘Donne in cerchio’, attivo presso la Casa della Salute di via Aurelia.

‘Piccole cose di valore non quantificabile’: questo il titolo del cortometraggio di Paolo Genovese e Luca Miniero, che è stato alla base del confronto fra la psicologa e gli allievi. Uno strumento efficace che ha consentito agli studenti di riflettere sui temi cruciali dell’amore, del dolore, della violenza e sul ‘valore non quantificabile’ dei sogni.

 

 


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